Progetto

Questo è il blog del progetto cinematografico “Flamenco sin Fronteras” e qui sotto, leggi il dossier di progetto.

In questo sito trovi notizie sulla realizzazione del mio documentario e serie in episodi e sui personaggi del mondo del flamenco che ho incontrato in vari mesi di vita in Andalusia (nel sud della Spagna), tra il 2012 e oggi, alla ricerca di testimonianze su questa arte viva. Vedi gli articoli e guarda il trailer di 3 minuti.  Sostieni questa produzione indipendente con una donazione e chiedi una copia del filmato con un contributo di almeno 20 €. Un primo montaggio del documentario é stato presentato in alcuni festival di flamenco tra marzo e agosto 2016 e una versione definitiva sará pronta entro la fine del 2016.

Per informazioni, appoggio alla produzione o se sei un produttore o distributore cinematografico o televisivo, per favore scrivimi: info@flamencosinfronteras.net.

Grazie!

Filippo Ciardi, giornalista, fotoreporter e regista indipendente

Dossier del documentario

“Flamenco sin Fronteras”

Il senso più profondo di un’arte viva attraverso le testimonianze dei suoi protagonisti

Progetto di documentario e serie in episodi  © Filippo Ciardi / Verità e Visioni.

Sinossi

Che cos’è il flamenco in Andalusia al giorno d’oggi per gli artisti e gli appassionati spagnoli e stranieri che vivono e si incontrano lì? Come si esprimono e comunicano, cantando, suonando la chitarra e danzando? Si tratta di una cultura musicale o anche uno stile di vita? Si può imparare o si deve essere nati con il flamenco per comunicare con questo linguaggio?

Flamenco sin Fronteras é un progetto cinematografico indipendente che mostra il senso più profondo del flamenco oggi, in molte delle sue possibili manifestazioni e oltre i limiti di certi stereotipi. Il documentario lungometraggio (e la serie in episodi per la tv o il web che seguirá), è il risultato di molti mesi di vita e riprese in Andalusia, nel sud della Spagna, a partire dalla fine del 2012. È un ricco quadro fatto di diverse pennellate, un film corale in cui attraverso musica dal vivo e testimonianze personali gli oltre 50 personaggi protagonisti raccontano come vivono il mondo del flamenco, in continua tensione tra radici e contemporaneità. Un viaggio di scoperta fatto di incontri intensi a Jerez de La Frontera, Cadice, Siviglia, altre cittá e villaggi nei dintorni, e anche un viaggio a Pamplona. Artisti e appassionati andalusi, spagnoli e stranieri, si svelano in ambienti diversi, dai festival a luoghi molto intimi, in vari momenti dell’anno, mostrando attraverso la loro vita come il flamenco sia un’arte viva e senza frontiere.

Nota di regia: obiettivo artistico-culturale

L’obiettivo del progetto è quello di realizzare un ritratto più ricco possibile del flamenco oggi, dai molti volti, quelli suoi protagonisti, nei luoghi della sua origine ed evoluzione. Mostrandone le diverse componenti, come il canto, il ballo, la chitarra, ma non soffermandosi solo sugli aspetti musicali, bensì anche su quelli culturali e sociali. I personaggi filmati infatti testimoniano come il flamenco abbia continuato ad essere nel tempo un’arte viva e popolare in Andalusia, tra tradizione e modernità, ma anche una forma di espressione ora “senza frontiere” (parafrasando Jerez e le varie città andaluse “de la Frontera”). Non solo perché è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità, ma perché è come una fede per tutti quelli che ne rimangono profondamente affascinati e cominciano a viverlo e a praticarlo con rispetto, passione e dedizione, compresi gli stranieri che vengono in Spagna e che sono tra i protagonisti di questo documentario.

Protagonisti

Tra i protagonisti ci sono personaggi di grande esperienza nel mondo del flamenco come i maestri di danza José Galván e Juan Parra, il cantante Fernando de la Morena e il chitarrista Periquín Niño Jero, alcuni sono anche passati a un’altra vita durante il montaggio, come Juan Moneo Lara El Torta e Manuel Molina. Loro e altri si confrontano nel film con artisti più giovani come la cantante Rocío Marquéz, la ballerina Leonor Leal, i chitarristi Dani Moron e Juan Diego Mateos, e anche con strumentisti inusuali per il flamenco, professionisti non spagnoli, e alcuni “con capacità differente”. Più di 50 tra i migliori artisti, ricercatori e appassionati mostrano come vivono il flamenco in una ricerca in costante tensione tra tradizione e contemporaneità: non voglio rivelare tutti i loro nomi perchè il pubblico sia più curioso di conoscere questo grande e variegato affresco flamenco senza frontiere.

Breve biografia del regista

Sono un filmmaker indipendente, giornalista, musicista, ricercatore ostinato e il personaggio nascosto di questa avventura alla scoperta del flamenco. Sono coautore, insieme a Giancarlo Bertalero,  di “Attraverso le Alpi”, vincitore come miglior documentario italiano del festival Cinemambiente 2016. Ho iniziato un documentario sul post terremoto de L’Aquila. Sono laureato in economia e sono un freelance della multimedialitá. Ho lavorato per diversi anni come coordinatore comunicazione e ufficio stampa per diverse ong di sviluppo italiane. Da alcuni anni sto sperimentando con foto e video come parte dei miei lavori, anche se la passione per raccontare storie e per le immagini é nata quando ero molto giovane, iniziando a praticare il giornalismo in una rivista locale, come assistende di mio zio, fotografo professionista, e appassionandomi di video grazie ad alcuni amici documentaristi.

Dati tecnici

I dialoghi sono in lingua originale spagnola e potranno essere create versioni con sottotitoli in altre lingue. Le riprese sono in formato 16:9 full HD 1920×1080, 25 fotogrammi al secondo, progressivi, il suono stereo. Ho scelto di girare con un’attrezzatura di qualità ma leggera, adatta ad una produzione indipendente, gestibile anche da una sola persona e non intrusiva, cosa che ha facilitato l’avvicinamento ai soggetti ripresi e la loro spontaneità. Il montaggio è in corso su computer con software professionale. Il prodotto finale potrà essere riversato in vari formati per il cinema, la tv e il web.

Contatti e sostegno

Flamenco sin Fronteras è prima di tutto il documentario dei suoi personaggi e un progetto indipendente, in qualche modo “incrementale”. Può diventare di tutti se anche si partecipa. La ricerca di fondi per finire una versione definitiva va avanti, dopo la prima pre in Festival di Jerez il 2 marzo 2016. Si può sostenere con una donazione e se è di almeno 20 euro, per chiedere una copia del film.

Flamenco sin Fronteras è prima di tutto il film dei suoi tanti protagonisti. Puó diventare di tutti, solo con il sostegno necessario, anche il tuo, al mio investimento di anni di vita e di lavoro. Contribuisci con una donazione su questo sito www.flamencosinfronteras.net perché possa terminare il montaggio di una versione definitiva del lungometraggio entro la fine del 2016, dopo la presentazione di un primo montaggio al festival di Jerez a marzo 2016, e seguire con la produzione della serie in episodi. Con un contributo di almeno 20 euro, potrai chiedere di poter scaricare una copia del filmato. Il progetto continua in Andalusia e con una doppia proposta di un “tour al di là del confine”, in tutto il mondo, per proiezioni del primo documentario e le nuove riprese per un secondo filmato sul flamenco al di fuori della Spagna (si veda qui la proposta dettagliata).

Per maggiori informazioni o concordare una presentazione del progetto o una proiezione, contattami: +34 684120101 (es) / +39 328 6789849 (it), info@flamencosinfronteras.net, Skype: filippo.ciardi

Grazie!

Filippo Ciardi

giornalista, fotoreporter, filmmaker

Mail: info@flamencosinfronteras.net

Approfondimento: note di produzione

Genesi, fasi delle riprese e del montaggio

Il progetto é nato a novembre 2012, durante il primo viaggio a Jerez de La Frontera, città culla del flamenco, insieme all’amico Stefano Liuzzo, chitarrista che studia e suona da alcuni anni questo stile musicale e in parte responsabile del mio innamoramento con questa arte. In questa prima fase sono iniziate le interviste, sia a ricercatori, presso il Centro Andaluz del Flamenco (il maggior centro di documentazione esistente ), una libreria e una trasmissione radio specializzate; sia ad artisti e appassionati, presso scuole di danza e chitarra, peñas (le associazioni culturali dedicate al flamenco) e tabancos (i bar che servono il locale vino sherry, tipico della cultura flamenca).

Sono tornato in Andalusia per tre settimane a dicembre 2012 per andare più a fondo e incontrare altri protagonisti del flamenco a Jerez, Siviglia e in vari paesi nella provincia di Cadice, e per documentare come il flamenco si esprime nelle festività natalizie, nelle “zambombas”, incontri in cui si cantano anche canti afflamencati. Il viaggio successivo in Andalusia é durato un mese, tra febbraio e marzo 2013, per seguire il finale del Carnevale di Cadice e soprattutto documentare il Festival internazionale del Flamenco di Jerez, occasione di incontro con artisti famosi, anche non andalusi, ma anche spettatori e alunni stranieri ai corsi del Festival, e per seguire numerosi spettacoli minori nelle peñas.

Per vivere per un tempo ancora più lungo il contatto con la gente e la cultura andalusi, e con gli stranieri che vivono lí per amore del flamenco, ho deciso di vivere a Jerez de La Frontera da aprile a settembre 2013. Ho filmato di tutto: spettacoli estivi, interviste in vari paesi della provincia di Cadice, sono tornato varie volte a Siviglia, ho visitato Almeria (per indagare un esempio della zona flamenca orientale dell’Andalusia), e mi sono spinto molto piú lontano, per incontrare una ballerina in Russia, per poi tornare a Jerez a settembre per assistere alle feste della Bulería (lo stile flamenco tipico di Jerez) e della Vendemmia e ho concluso le riprese durante un corso che ho organizzato in Italia alla fine di settembre con uno dei ballerini andalusi con piú esperienza. In quasi un anno di filmati ho intervistato oltre 60 personaggi del mondo del flamenco: andalusi, spagnoli e stranieri: cantanti, ballerini, chitarristi, liutai, librai, ricercatori, speaker radiofonici, soci e proprietari di peñas e tabancos, appassionati e alunni di corsi e scuole.

Nel 2014 e il 2015 ho lavorato per il montare tutto questo materiale e per completare il lavoro ho deciso di tornare di nuovo a registrare, alla fine di agosto 2015 al Festival di Flamenco on Fire Pamplona, e tra settembre e ottobre 2015 di nuovo in Andalusia, dove sono arrivato dopo un viaggio piuttosto avventuroso in macchina dall’Italia. Ho Vissuto a Siviglia e seguito parte del festival Semptiembre es Flamenco de La Bienal e approfondito il flamenco sivigliano, tra accademie di ballo, tabancos e peñas e riprendendo altri artisti. Da novembre 2015 vivo ancora a Jerez, per terminare il montaggio di una prima versione del documentario che é stata presentata tra marzo e agosto 2016 in alcuni festival di flamenco a Jerez, Siviglia e Pamplona, e in uno a Tampere, in Finlandia. Entro la fine del 2016 ho in programma di terminare 2 versioni definitive, cinematografica da circa 1:30 min. e televisiva da 52 min. / 1 ora, e di realizzare successivamente un montaggio in minimo 3 episodi che rispettano le 3 parti del documentario, ma con maggiori dettagli. La presentazione in Finlandia é stata l’occasione per iniziare nuove riprese per una seconda parte del progetto dedicata al flamenco fuori dalla Spagna.

Produzione e distribuzione

Sono alla ricerca di un distributore cinematografico e televisivo per il documentario, la serie in episodi e di un produttore per la seconda parte sul flamenco fuori dalla Spagna.

Lo stile di tutti i formati del montaggio è quello del racconto in presa diretta, attraverso la voce e le vite dei protagonisti incontrati, alternando parti di interviste alle loro performance musicali, o a riprese che li contestualizzano nei loro ambienti e nei luoghi del flamenco, con la potente cornice delle città e del paesaggio andalusi e un finale aperto a sorpresa. Dal realismo delle immagini emergono personaggi veri e unici e insieme intensi e trascendenti quando entrano in profondo delle loro storie e delle loro performance musicali.

Per il lungometraggio è adottato un tipo di montaggio che propone un avvicinamento alle varie sfaccettature del mondo del flamenco attraverso i volti e le parole dei personaggi, che ritornano più volte nella storia mentre mentre si passa da un argomento all’altro, con una serie di assonanze o contrasti tra vari punti di vista, come ad esempio tra chi sostiene che il flamenco vero sia solo quello andaluso, e chi con la propria esperienza testimonia che abbia da tempo varcato anche la frontiera spagnola. Il documentario vuole mostrare anche come il flamenco cambia o rimane uguale a se stesso negli ambienti e ambiti temporali diversi in cui si esplicita in Andalusia, come il diario di un viaggio in più momenti e luoghi. L’ambizione del lungometraggio è quello di essere proiettato in festival di cinema e distribuito su supporto dvd.

Per la serie si realizzerá ogni episodio centrato su uno o un gruppo coerente di personaggi, che rappresentino uno o più aspetti del ricco mondo del flamenco, seguendo come guida le 3 parti della prima versione del documentario, arricchendo ognuna con nuovi volti e nuovi tasselli di un mosaico, per sviluppare un percorso di avvicinamento e di discesa in profondità. La propensione della serie in episodi è quella di essere programmata in un canale televisivo europeo e/o di essere resa visibile/scaricabile su internet mediante donazioni online.

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