“Cantare é piú bello, anche se con dolore”: il grande artista flamenco Manuel Molina passa ad una altra vita

Ho incontrato Manuel Molina a Vejer de la Frontera, durante uno spettacolo con la figlia Alba presso il bar La Bien Paga. E l’ho intervistato dopo il concerto in bagno, perché c’era troppo rumore nella sala. Di tanto in tanto beveva da un bicchiere di whisky, ma sembrava che tenesse tutto il mondo in mano, mentre mi raccontava tanto sul flamenco, la sua vita e la sua arte. O forse sull’arte di vivere.

Manuel Molina entrevista en el baño de La Bien Paga copyrightManuel Molina era uno degli artisti flamenco viventi più importanti ed è passato ad un altra vita oggi, 19 maggio, all’età di 67 anni, per cancro in fase avanzata diagnosticatogli alcuni mesi fa e per il quale ha rifiutato trattamenti medici invasivi, preferendo affrontare la malattia restando nella sua casa di San Juan de Aznalfarache (Siviglia) e continuando a vivere a modo suo come aveva sempre fatto.

Nato a Ceuta nel 1948, figlio del chitarrista “el Encajero”, si trasferì nel quartiere di Triana a Siviglia con i suoi genitori da bambino. Nella sua carriera sperimentò anche con il rock e la musica elettronica nel gruppo Smash e nel 1975 sposò Dolores Montoya, Lole, appartenente ad una delle più genuine saghe flamenco. Con lei inizió una vita artistica che ha rivoluzionato il cante jondo a partire dal disco Nuevo Dia (Nuovo Giorno”, un album che mescola flamenco con musica hippie, testi che parlano di pace e di amore, e reminiscenze arabe, iniziando un genere che poi si sarebbe chiamato flamenco fusion, e rivoluzionando questa arte insieme a figure come il cantante Camaón de la Isla e il chitarrista Paco de Lucia.

É un peccato che se ne sia andato prima di incontrarlo di nuovo e di mostrargli la parte del film che lo coinvolge. Ma quella notte stava cantando: “Nessuno dovrebbe piangere quando morirò, è piú bello cantare, anche se con dolore”. Quindi voglio solo ringraziare Manuel per quell´incontro, cercando di farlo cantare di nuovo attraverso le mie registrazioni.

Assapora un po’ di quella magica notte in questo video, e se vuoi vedere di più, sostieni la produzione del documentario Flamenco sin Fronteras. Leggi la sezione “progetto” per saperne di più e come donare. Solo grazie anche alla tua partecipazione porterò in fondo questo film così difficile da finire e dedicato ad artisti come Molina e a tanti altri.

Grazie Manuel per la tua arte, e a tutti coloro che sosterranno questo progetto.

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